MSI Primo 76: ecco il tablet con funzioni telefoniche native

Con l’arrivo del nuovo Nexus 7 2013, tablet di riferimento per il settore, in molti hanno iniziato a porsi la domanda sulla possibilità che quest’ultimo potesse vantare funzionalità telefoniche, cosa purtroppo smentita non appena si è avuto modo di testarlo.

Sino ad oggi la totalità dei produttori, Google compresa, hanno evitato volontariamente d’implementare tale funzionalità che renderebbe i tablet degli elementi in sovrapposizione a smartphone e phablet, ciò almeno sino all’arrivo di MSI Primo 76, modello realizzato dall’omonima azienda MSI che oltre ad una scheda tecnica qualitativamente interessante, vanta questa peculiarità.

Tra le specifiche dell’MSI Primo 76 vi sono un processore quad-core MediaTek MT8389 con frequenza da 1,2 GHz, associato alla memoria RAM da 1 GB ed uno storage interno da 16 GB, ovviamente espandibile tramite slot microSD, il tutto completato dal display da 7 pollici IPS e con risoluzione 1280 x 800 p, corredato da doppia fotocamera da 5 e 2 megapixel, rispettivamente per la posteriore e l’anteriore. Il device è dotato di tutte le connettività, tra le quali spiccano il Bluetooth 4.0, il Wifi ed il 3G, oltre a GPS, accelerometro e bussola digitale, inoltre vanta uscite USB OTG e MicroHDMI, equipaggiato con Android 4.2.2, ed alimentato interamente da un’ottima batteria da 4.000 mAh.

Il prezzo col quale sarà commercializzato è anche abbastanza contenuto, circa 200 euro, sebbene dovrebbe esser dedicato, almeno per il momento, al mercato asiatico ed in particolare a quello taiwanese, ma ci si aspetta un suo arrivo anche in Europa.

  • Luca Ghish Fragapane

    Ciro, hai mai sentito parlare di Samsung e Asus?

    • Ciao Luca,

      certamente, ma sono tra l’altro tantissimi i tablet, anche meno blasonati, che con i permessi di root, oppure applicazioni scaricate dal Play Store, ottengono tali funzioni. Non sono sicuro di questa cosa, ma credo che quasi nessun tablet, o al massimo si contano sulle dita di una mano, abbiano tale funzionalità in modo nativo, senza dover installare app particolari, oppure sbloccandoli coi permessi.
      Ovviamente un parere più esperto in questo particolare caso è sempre ben accetto 😉

      • Luca Ghish Fragapane

        Tu hai scritto “Sino ad oggi la totalità dei produttori, Google compresa, hanno evitato volontariamente d’implementare tale funzionalità”, questo è sbagliato quindi una correzione all’articolo ci sta 🙂