Twitter, tradotti i post egiziani

Dopo l’annuncio di mercoledì, oggi Twitter ha iniziato a tradurre i post egiziani. Con la funzione Bing translate, è possibile leggere i testi anche da chi non parla arabo.

Da ormai un anno l’Egitto è nel caos. Dopo l’addio dell’ex presidente Hosni Mubarak sembrava che la situazione stesse migliorando. Ciò nonostante gli scontri sono ripresi anche a seguito dell’elezione di Morsi, con proteste in tutto il paese. In queste vicende i social-network hanno avuto un ruolo di primo piano. Tante sono le testimonianze che si sono potute leggere. Altrettante le foto scattate dal simbolo della lotta Piazza Tahir e postate. Oggi, con la possibilità di traduzione automatica, anche chi non conosce le lingue straniere può rendersi conto della situazione e farsi un’opinione. D’altronde Facebook e Twitter-i maggiori siti di reti sociali- vengono usati da personaggi famosi come primo canale di comunicazione. Ad esempio da un politico per fare una dichiarazione, da un cantante per promuovere il suo cd o da una show-girl per aggiungere una foto. Quasi ogni giorno i post o i cinguettii  sono citati da giornali o telegiornali.

La notizia di oggi conferma l’avanzata di Twitter nel mondo. Creato da Jack Dorsey nel 2006, lo scorso anno ha raggiunto i cinquecento milioni di iscritti. Da qualche settimana è attivo anche in Cina, che in passato lo aveva oscurato. Intanto c’è chi lamenta i primi problemi da parte di Bing translate: secondo critiche il servizio non funziona su alcuni computer o mobile. Per adesso Twitter sembra imparziale, tanto che sia i messaggi degli oppositori che dei sostenitori al neonato governo sono traducibili.