Andrew Ng e Google Brain: l’IA che imita la mente umana

Andrew Ng, professore presso l’università Stanford, è a capo delle menti che si trovano dietro il “Google Deep Learning project“. 

Di cosa si tratta? È un progetto che prevedere di creare un’intelligenza artificiale che possa in qualche modo pensare così come farebbe una persona.

Già nel 2012 Andrew Ng aveva avuto modo di dimostrare come un sistema di computer era riuscito a riconoscere dei gatti da video presenti su Youtube senza che prima gli fosse stato detto che il concento di “gatto” esistesse.

In particolare sono stati collegati tra di loro 1000 computer, ognuno di essi svolgeva una determinata funzione. L’obiettivo era quello di cercare di creare un sistema simile alla rete neutrale del cervello umano. Dopo aver creato questo network, sono state passate in rassegna 10 milioni di immagini. Dopo 3 giorni c’è stata una reazione ai contenuti e il network è riuscire a riconoscere i gatti.

Così come il cervello umano raccoglie informazioni, reagisce ad esse e le assimila così doveva avvenire con i computer, esattamente come i bambini cominciano ad apprendere ciò che li circonda.

Di fatto Andrew Ng sta cercando di creare dei computer che possano impare concetti da soli, senza che vengano inseriti un sacco di dati al loro interno.

Si trattava, e si tratta ancora, di ricreare lo stesso sistema che c’è alla base dell’intelligenza umana che è formata da migliaia di semplici agenti che lavorano insieme in quella che è stata definita “La società della mente” da Marvin Minsky di MIT. Gli ingegneri hanno dovuto costruire migliaia di moduli informatici individuali per cercare di riprodurre in qualche modo questo meccanismo così complesso.

Andrew Ng sta lavorando su quello che viene definito “Google Brain“, il cui obiettivo finale è quello di cercare di unire insieme l’informatica e le neuroscienze. Questo perché, anche come affemaro dallo stesso professore: “Ho visto un sorprendente ed enorme abisso tra i tecnici e gli scienziati“.

Da un lato ci sono gli ingegneri che cercano di sviluppare sistemi di intelligenza artificiale, dall’altra ci sono scienziati che cercano di capire a fondo il funzionamento del cervello. Di fatto i due ambiti si sono mossi sempre per file parallele: da una parte si studiava il cervello, dall’altra si creavano sistemi “pseudo-intelligenti” che non per forza imitano l’intelligenze umana.

Con lo studio condotto da Andrew Ng le cose potrebbe assumere una svolta decisamente diversa. Tra i vari obiettivi c’è anche quello di sviluppare nuove tecnologie che possano essere in grado di mappare una miriade di circuiti del cervello.

Questo permetterà di scoprire come migliaia di neuroni sono interconessi e come le informazioni vengono memorizzate ed elaborate in reti neutrali. La metà dei fondi federali assegnati al programma, verrà dal Darpa (agenzia governativa del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti).

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