Android nello spazio: arrivano dalla NASA i risultati dei test svolti con Nexus S (Video)

Ancor prima che la saga di Angry Birds si fiondasse nello spazio, un terminale Android aveva già compiuto questo grande passo. Molti di voi non avranno di certo dimenticato quando nel lontano luglio 2011 la NASA annunciò ufficialmente di voler utilizzare due smartphone Android, più precisamente Nexus S, per effettuare degli esperimenti a bordo della propria piattaforma orbitante. Inviati nello spazio grazie allo Shuttle Atlantis, a distanza di mesi, arrivano oggi direttamente dall’agenzia governativa gli stupefacenti risultati dei test effettuati.

Obbiettivo principale di tale operazione, denominata missione STS-135, era  utilizzare i due Nexus S sull’International Space Statiion per meglio capire come i robots possano supportare gli esperimenti e la vita stessa degli astronauti nell’immensità dello spazio aperto. Motivo di questa scelta è stata ovviamente la natura open source dell’OS sviluppato a Mountain View che, meglio di qualsiasi altro suo pari, riesce ad adattarsi ai compiti assegnatigli rendendone facilmente possibile l’adattamento. Il Nexus S, inoltre, grazie ai suoi numerosi sensori ed al processore a basso consumo ma elevate prestazioni, è sembrata la scelta più appropriata per la buona riuscita dei test svolti dalla NASA.

     

Android e gli SPHERES

Nexus S sono stati dunque utilizzati per aggiornare un trio di satelliti, chiamati SPHERES (Synchronized Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites) appositamente costruiti al MIT*, col il compito di assistere i robot durante lo svolgimento di compiti normalmente svolti dagli stessi astronauti, come ad esempio la registrazione di dati e video. In futuro non molto lontano però, gli stessi saranno in grado di manovrare i satelliti tramite il pannello IOIO e l’Android Open Accessory Development Kit*.

Sensor Data Logger

L’oramai famosa frase “esiste un app per tutto” (che ci perdonerete per aver estrapolato) anche in questo caso non è mancata infine di comparire. Gli ingegneri della NASA hanno infatti sviluppato un’applicazione, chiamata Sensor Data Logger, in grado di eseguire le diagnosi sugli SPHERES. Difficilmente potremo trovarne un utilizzo sui nostri smartphone,   ma è comunque da segnalare la sua presenza su Google Play al seguente indirizzo:

[app]com.cellbots.logger[/app]

Il risultato

Senza dunque indugiare oltre vi andiamo a presentare i risultati dei test effettuati attraverso il video diffuso sul canale Youtube, maggiori informazioni ne potrete trovare sul sito ufficiale, nel frattempo godiamoci queste splendide immagini:

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=REsEgrhmMjc’]

Glossario:

MIT: acronimo di Massachusetts Institute of Technology è una delle più importanti università di ricerca del mondo, situata a Cambridge e famosa per le sue ricerche in campo scientifico.

Android Open Accessory Development Kit: o più brevemente ADK è un accessorio che rende possibile l’integrazione di qualsiasi altro terminale con dispositivi Android, a patto che esso implementi la stessa logica d’interfaccia.