Android torna a casa: ricongiungimento kernel a partire da Linux 3.3

Linus Torvalds, il creatore e “capo” del progetto open-source di sviluppo del kernel Linux, ha annunciato ufficialmente, dopo che la notizia era già stata diffusa come rumor a Dicembre, Linux 3.3, la nuova release dell’ O.S. del pinguino che, per la prima volta da alcuni anni, include il codice Android sviluppato da Google. Android, dopo anni di dispute tra sviluppatori, “ritorna a casa”.

Per chi non lo sapesse, il termine open-source indica il fatto che il codice da cui è composto un determinato software sia liberamente accessibile ma sopratutto modificabile da parte dei programmatori; nel caso di Linux, ciò che può essere modificato è il kernel. Il kernel è il cuore del sistema operativo, quella parte che, in parole povere, governa i rapporti tra il lato hardware di un terminale ed il lato software. Cosa centra tutto questo con Android? Il kernel del O.S. sviluppato nei Google Laboratories è per l’appunto basato sul kernel Linux: in un certo senso Android è una distribuzione per dispositivi mobili del sistema operativo nato dal genio di Torvalds.

Il robottino verde (naturalmente non come marchio) esisteva quindi già da prima che all’azienda di Mountan View mettessero mano al codice per renderlo il rivale di iOS; una disputa tra i devolopers della House della Silicon Valley e gli altri sviluppatori di Linux aveva però fatto sì che Android, a partire dal 2009, non fosse più incluso nelle release ufficiali.

Il ritorno di Android al “nido” porterà vantaggi a tutti i componenti del mondo androidiano: i primi a trarre vantaggio da questo ricongiungimento sono i programmatori, in quanto per sviluppare i loro tools non dovranno attendere il rilascio delle patch specifiche per Android, poichè potranno basarsi sulla kernel-release madre; l’unificazione è una buona notizia anche per gli sviluppatori dei driver e per i produttori dei componenti hardware. Lo stesso  progetto CyanogenMod, come del resto tutti gli altri porgetti di custom firmware, trarrà vantaggio dalla riconciliazione: i devolopers saranno infatti in grado di scegliere quale kernel desiderino utilizzare direttamente dalla release madre senza dover attendere l’equivalente Android.

Il vero vantaggio di tutta questa storia però qual’è? Cosa cambia in fondo allo user medio? Ebbene, grazie a questa nuova unificazione si potrebbe riuscire a realizzare quello che in Microsoft non sono ancora riusciti a fare: unificare il mondo dei computer con quello degli SmartPhone o Tablet. Computer e device potrebbero infatti comunicare direttamente senza applicativi intermediari: un po’ come quando nella pubblicità di Windows i bambini mandano dal computer la lista della spesa sullo SmartPhone del papà.

Il limite di tutto ciò sarebbe sicuramente la scarsa diffusione di sistemi linux; chissà che però l’O.S. che domina il mondo mobile non faccia da traino per il sistema da cui è nato dando all’open-source il controllo dei sistemi informatici, abbattendo il mondo del closed-source (Windows, Mac OS) e realizzando il sogno fatto da uno studente d’informatica nel lontano 1994.