Google Drive: si avvicina il lancio del cloud storage

Inizialmente era chiamato Gmail Drive, un servizio di terze parti che consentiva l’utilizzo dello spazio destinato alla propria Mail come storage online. A distanza di tempo, a prendere l’appendice Drive potrebbe essere il nuovo servizio di cloud storage di Google, così come confermano i rumors che arrivano oggi. Sembra infatti che BigG ne abbia destinato a breve il lancio.

Pur non essendo ancora attivo di fatti, l’indirizzo di drive.google.com è già presente nel codice di Chromium, (il browser open source che sta alla base del progetto Chrome, attualmente utilizzato su dispositivi Linux ). Lo stesso Steven Levy (giornalista americano autore di diversi libri nel campo dell’informatica) confermò la sua esistenza e la volontà dei vertici di accantonarlo per costruire prima un mondo di nuvole più adatto alla sua integrazione. Dopo il lancio di Chrome Beta per Android, Google+ ed il cambiamento della politica sulla privacy il terreno sembra però oramai spianato.

A rivelarlo oggi, se pur senza conferma ufficiale, sembra esser stata una fonte interna di Google, la quale avrebbe anche menzionato la diretta concorrenza con DropBox ed il possibile rilascio entro i prossimi mesi, se non addirittura settimane.

Per tutti gli utenti il servizio sarà gratuito e raggiungibile non solo da più piattaforme ma anche da tutti gli altri servizi messi a disposizione da Google (magari anche da Majel?) offrendo uno spazio di stoccaggio che prevediamo di almeno 2GB (gli stessi che mette attualmente a disposizione DropBox, ma che potrebbe aumentare vista l’uscita della release 2.0.9), mentre per coloro che vorranno disporre di un supporto maggiore si potrà sottoscrivere un abbonamento.

Se tutto ciò fosse vero finalmente anche gli utenti Android potranno usufruire di un servizio di stoccaggio (non di certo nuovo ma) ufficiale, simile (se non migliore) a quello che attualmente Windows mette a disposizione con SkyDrive ed IOS con iCloud. Probabilmente alcuni di noi arricceranno il naso al sempre più veloce estinguersi della propria privacy, ma a quanto pare ciò sembra essere un sacrificio necessario ai fini delll’avanzamento tecnologico.